Il Fotomuseum di Winterthur, una delle più importanti istituzioni che si occupano di fotografia in Europa, espone una retrospettiva ampia e completa di Robert Adams.
Vale sicuramente una sosta, per chi quest’estate attraverserà la Svizzera per raggiungere mete più nordiche, o che sceglierà la Confederazione Helvetica come luogo di vacanza.
Robert Adams ha dedicato al paesaggio urbanizzato tutto il suo lavoro, non solo come fotografo, ma soprattutto come teorico della fotografia. Con la mostra New Topographic, per cui coinvolse, tra gli altri, Lewis Baltz, Bernd e Hilla Becher e Stephen Shore ha contribuito a cambiare lo sguardo sul mondo attraverso la fotografia.

Come chiave di lettura, vi proponiamo un’intervista registrata durante quella mostra il 14 dicembre del 1975, da uno studente per catturare le impressioni dei visitatori (Chris e Jack):

CHRIS: non mi piace per niente; preferisco le persone, le immagini, qualcosa che racconti una storia.
Route 66 (la serie di John Scott Route 66 Motels, ndr.) bell’affare, non vuol dire niente.

INTERVISTATORE: Pensi che il fotografo avesse qualche intenzione?

CHRIS: deve averla avuta, per un progetto come questo. Di certo non l’ha fatto per suo divertimento, perché secondo me sono immagini piuttosto noiose. Cosa ne pensi, Jack?

JACK: Per me significano qualcosa  perché non le ho mai viste prima.
Penso che stiano cercando di arrivare … ci sto Ancora riflettendo…

INTERVISTATORE: pensi che queste immagini rendano davvero il senso del luogo?

JACK: Sì, molto, davvero. A prima vista non significano granché, ma poi guardi meglio e vedi che sono proprio le cose per come sono. E’ davvero molto interessante.

CHRIS: Guarda questa foto. Non so… Cosa sta cercando di mostrare?

JACK: Hai detto che qui non ci sono persone, ma in realtà ci sono, dappertutto. Ovunque guardi, ci sono persone.

CHIRS: D’accordo, guardando questa foto puoi immaginarti qualcuno che lascia l’hotel, ma se n’è andato, non c’è niente a cui puoi fare riferimento, eccetto cosa, lenzuola sporche?
Scusa ma non mi piace!
Non mi interessa questo genere di… Sei uno studente di fotografia? Che genere preferisci?

INTERVISTATORE: pensi che ci sia qualche differenza tra i fotografi in mostra? te ne piace uno più degli altri?

CHRIS: Non posso dirlo perché siamo stati solo in quest’area (Shore, Schott), abbiamo visto solo questo, quindi non posso parlare di cosa mi piaccia di più.

JACK: Ho trovato il mio furgone, non posso crederci, è il mio furgone, proprio lì.

INTERVISTATORE: Robert Adams ha fotografato il tuo furgone.

JACK: Molto interessante. Sai, io penso che ci sia (nella foto, ndr) un sacco di gente, lo penso davvero, c’è gente, è una forma di vita. E’ come è. Interessante.

CHRIS: non mi piacciono. Sono noiose e piatte. Non c’è nessuno, nessun coinvolgimento, niente. Perché ti piacciono?

JACK: Perché io ci sono stato. Questo è quello che le persone hanno fatto. [Le immagini dicono] ‘Questo è quanto, ragazzo, prendilo per la sua bellezza e la sua bruttezza.’

CHRIS: non mi piace pensare che ci sono strade brutte in America… Però se te le mostrano, senza abbellimenti, magari vedi che c’è bisogno di qualcosa. Che ne pensi, Jack?

JACK: non ci provare…

CHRIS: Sei tu quello a cui son piaciute le foto.

JACK: Mi è piaciuto tutto.

Info mostra:

ROBERT ADAMS – THE PLACE WE LIVE
dal 07.06.2014 al 31.08.2014
http://www.fotomuseum.ch/

Bibliografia:

  • New Topographics – Roberts Adams. Lewis Baltz. Bernd and Hilla Becher. Joe Deal. Frank Gohlke. Nicholas Nixon. John Schott. Stephen Shore . Henry Wessel, Jr.
    Ed. STEIDL
  • Robert Adams, La bellezza in fotografia. Saggi in difesa dei valori tradizionali
    Ed. Bollati Boringhieri